Caraibi mutuabili per mamme

Ha tardato un po’ e quasi speravamo di averla scampata invece ecco l’influenza. E ogni mamma sa quanto siano simpatici i giorni dello sciacquo nasale continuo, del supplizio aerosolterapia trevvoltealdì, della febbre che spaventa quando arriva la sera, dei parenti che chiamandownloado per dare consigli, fino ad arrivare allo spauracchio più grande: la pandemia.

Puoi avere 40 anni e fatto tutte le esperienze della terra ma ai virus dei nanetti non saprai resistere. Ti ritroverai ad abbracciare il water come quando avevi esagerato alle feste universitarie, vagherai per la casa come un monatto dal letto dei piccini al capezzale del marito drogata di Vivin C.

E’ così ogni inverno, per questo le mamme amano il caldo, i giorno felici di agosto in cui si boccheggia ma non per la bronchite, in cui non si vede raffreddore nè tosse all’orizzonte, saranno i benefici del mare e dell’aria aperta, sarà che con il sole stiamo tutti meglio, bambini compresi.

Per questo, visto che siamo in tempo di elezioni faccio una proposta: Le Vacanze ai Tropici pagate dall’ASUR per le famiglie  con bimbi sotto i 6 anni. Sicuramente a livello di spese farmaceutiche sarebbe un grande risparmio, l’economia girerebbe, si potrebbe addirittura risanare Alitalia, nuovi posti di lavoro si creerebbero per sostituire le mamme per il mesetto di villeggiatura e soprattutto avremo famiglie serene.

Io sto sognando da giorni la Thailandia ma dopo la maternità a stipendio ridotto non ci possiamo permettere nemmeno la settimana bianca.  Intanto sognare non costa nulla e nemmeno partecipare a qualche giochino on line per vincere una vacanza. Qui si può vincere un soggiorno in un Maso, tipica abitazione altoatesina, grazie a Gallo Rosso. Non sono i Caraibi, lo so. Per quello dobbiamo confidare nelle prossime elezioni.

Candidati, un appello a voi che difendete la famiglia, che amate le nuove generazioni, che non vedete l’ora di risolvere i problemi del paese. Caraibi is the answer.

 

Come diventare tester con donnaD

In questi giorni ho spalmato in lungo e in largo la fortuna di essere stata scelta per testare Perlana

Care&Refresh grazie ad un concorso sul sito DonnaD. Oltre ad essermi divertita parecchio ho avuto modo di sperimentare un prodotto valido che consiglio e che è stato dato senza nessun costo a me e a 4 altre persone che ho scelto tra parenti ed amici. Insomma tutti felici. Vi piacerebbe provare questa esperienza? Non dovete far altro che registrarvi sul sito di donnaD Amica Fidata

http://www.donnad.it che è la piattaforma di comunicazione della Henkel. Oltre a notizie di ogni genere, Consigli, ricette e attualità, troverete due sezioni molto interessanti: quella dei concorsi e Delle promozioni attive sui prodotti del marchio è quella per candidarsi alle iniziative ambassador. Una volta inviata la propria candidatura avrete le indicazioni su come accumulare punti e se rientrerete nel profilo ricercato potrete ricevere il kit Ambassador con prodotti per voi e da distribuire agli amici. Vi piace l’idea? In bocca al lupo e fatemi sapere se anche voi siete state mai scelte come tester e qual è stata la vostra esperienza.

Perlana Care&Refreh: COM’E’?

IMG_20180117_150527 (FILEminimizer)Ormai tutti sanno nel mondo reale ed in quello virtuale che sto testando Perlana Care&Refresh per Donnad. Parenti ed amici mi prendono in giro perché sto perlanizzando praticamente tutto. Ma quando provo un prodotto mi piace fare le cose per benino e per qualche giorno sarò ancora immersa nel detersivo quindi pulita e profumata. Non vi dico la felicità del marito per il cesto della biancheria sporca sempre vuoto. Ma anche i bambini ne stanno guadagnando perché l’ho sperimentato su grembiulini e peluches con ottimi risultati.

Ma veniamo al dunque, Perlana Care&Refresh.

Attenzione: Questa è una >>>>R E C E N S I O N E<<< sincera e frutto della mia esperienza di questi giorni e dei feedback che mi sono arrivati dalle mie amiche-collaboratrici che ringrazio infinitamente.

Prima di tutto esaminiamo il packagin perché a me le confezioni incuriosiscono parecchio e questa mi è piaciuta dal primo momento in cui l’ho vista giocando a memory sul sito di Donnad. A proposito, iscrivetevi ed anche voi potrete diventare tester, in seguito ne parlerò nello specifico.

I colori sono molto gradevoli richiamano il turchese di cielo e mare, freschezza e purezza e l’oro delle cose più preziose. Il formato è molto pratico perché non troppo grande in modo da poter essere maneggiato e dosato con facilità anche grazie al tappo dosatore.

Il profumo è per me l’unica NOTA DOLENTE perché all’apertura mi è sembrato un po’ troppo finto ma le mie collaboratrici non hanno riscontrato lo stesso problema quindi o sarà un difetto del mio naso o il fatto che mi aspettassi una fragranza più vicina a quel cielo e a quel mare che mi riportava alla mente la confezione. NOTA BENE: Al termine del lavaggio aprendo la lavatrice il profumo mi è sembrato molto più gradevole. Anche se non mi sembra troppo persistente sui capi, per intenderci le 24 ore che sono indicate sulla confezione parlano di freschezza, io l’avevo intesa come persistenza del profumo e  invece non è a quello che si riferiscono. Probabilmente al fatto che per 24 ore il tessuto rimane fresco come appena uscito dalla lavatrice anche se viene indossato. Ho addosso una maglia in lurex lavata con Perlana Care&Refresh quindi nei prossimi gironi vi saprò dire. Per ora è gradevole la sensazione di pulito.

PRIMO ESPERIMENTO: Lavatrice di panni misti a 30 gradi. Ha compreso: calzini, magliette da calcetto, blusa elegante in poliestere e camicie in cotone che però vengono usate ogni giorno e presentano solo aloni di sudore. Tutto insieme. Sono pazza? Ho voluto osare e ho vinto. Anzi ha vinto Perlana Care&Refresh perchè tutto è venuto fuori pulito e sopratutto nelle stesso condizioni in cui l’ho infilato nel cestello. Nessun tessuto o colore è stato maltrattato per l’esperimento insomma.

SECONDO ESPERIMENTO: Lavatrice di tessuti misti comprendente: Grembiulini bianchi dell’asilo in misto cotone. Perfetti. Puliti e deodorati, il bianco non è ingrigito, lavati a 690 gradi. Perlana Care&Refresh promosso anche questa volta.IMG_20180118_181926

TERZO ESPERIMENTO: Lavatrice di peluches dei bambini. Tutti sappiamo quanto siano giochi inutili ma la gente si ostina a regalarceli. Se rimangono pure impolverati è la fine. Tutti dentro il cestello per una bella gita in compagnia, 30 gradi in mezz’ora et voilà: tutti puliti e profumati. Pronti per essere di nuovo infilati nei meandri più sporchi della casa.

QUARTO ESPERIMENTO: Cappello nuovo acquistato su internet e rinfrescato a mano. Chiunque abbia comprato da siti stranieri o provenienti dai paesi asiatici conosce l’odore tipico di tessuti spesso interamente in poliestere. Ebbene un bel bagnetto a mano con Perlana Care&Refresh e il cattivo odore è andato via, non volevo crederci!

IN POCHE PAROLE: Perlana Care&Refresh è stato PROMOSSO per i lavaggi frequenti e per tutte le occasioni in cui è necessario dare una rinfrescata senza turbare troppo tessuti e colori delicati. Lavorerei per migliorare il profumo. Lo so, è una mia fissa personale ma concedetemela. Il prezzo sul mercato è di circa 3 euro dalle mie parti e quando non ci sono offerte, che non mi sembra un’esagerazione per le prestazioni soddisfacenti. In altre zone ho visto addirittura 1,95 € e mi è venuto da piangere. Se fosse qui vicino a me ne farei una scorta infinita perché ne vale davvero la pena.

Piccola lotta contro le Supermamme

supereroi sono sopravvalutati.

In effetti ad esserlo è soprattutto la psupermammaarola “super“.

Se pensate ad un supermercato vi figurate almeno dieci casse e tre quarti d’ora di fila al banco dei salumi. Se invece vi si presentano davanti solo tre alternative di shampoo, ecco, non dico che ci rimanete male, ma pensate subito a ridimensionare il luogo, diventa minimarket, non super.

Super è un prefisso che si attribuisce a qualità straordinarie e negli ultimi tempi sembra aver invaso il territorio delle donne: supersexy, supercasalinghe, supersegretarie e le famigerate supermamme.

Ogni volta che ne sento parlare inorridisco. Non esiste più rivista o blog che non dedichi un trafiletto a questo curioso genere di animale metà donna e metà robot multifunzione.

Nel modello base la supermamma cucina a casa le pappe per i pargoli sterilizzando ed omogeneizzando con buona pace della Mellin, usa i pannolini lavabili e la sua casa non puzza mai di pupù, ma emana una fresca fragranza di verbena che personalmente ha coltivato ed essiccato.

Non ha bisogno di chiedere aiuto a nessuno perché nel tempo con cui una donna comune si passerebbe la piastra, lei ha già fatto e steso tre lavatrici, cucinato il pollo per domani e il roast beef per lunedì, si è passata il silkepìl senza mai sentire dolore e ha ritoccato lo smalto sulle unghie.

Tutto questo senza perdere di vista neppure un momento il pargolo, impegnato a giocare con costruzioni homemade di stampo montessoriano.

Per non parlare del modello super saiyan che compare nei racconti strabilianti che queste donne fanno di sé stesse.

Ecco è lei la donna che odio. Prima di tutto perché non sono io, che se va bene riesco a mandare mio marito a lavoro coi vestiti puliti ogni giorno.

Poi la odio perché alza le aspettative che tutti riporranno in noi, comuni mortali non pizzicate dalla Taranta.

E le aspettative si sa, sono fonte di stress e frustrazione che non faranno di certo bene né a noi né alla crescita del nostro frugolino.

Per questo ho deciso di lanciare la campagna “NO SUPER“. Chiunque può aderire.

Non solo Perlana

Mi è sempre piaciuto il nome di questo detersivo. Semplice ma efficace perché mi richiamava alla mente sì il suo scopo “per-la-lana” ma anche la perla, l’idea di qualcosa di prezioso e delicato da tutelare. Efficace per un detersivo per delicati, no? Da quando ero bambina non c’è più solo un tipo di Perlana ma un’intera gamma di detersivi per ogni esigenza. Oggi anch’io ho avuto l’opportunità grazie a http://www.donnad.it/ ed Henkel di poterne testare la versione Care&Refresh pensata per i tessuti misti, per i lavaggi frequenti e per togliere i cattivi odori dagli indumenti sportivi. Insomma una manna dal cielo per me che faccio almeno due lavatrici al giorno spesso di soli indumenti sudati ed utilizzati una sola volta, insomma da rinfrescare. Il pacco tester da Ambassador è arrivato ieri e al di là dei miei esperimenti di cui vi parlerò, volevo segnalare un piccolo particolare che mi ha colpita. Insieme al kit dell’Ambassador che comprendeva 5 flaconi di Perlana Care&Refresh, sono arrivate anche Delle bustine fucsia. Giubilo per me che ho un debole per il rosa quando ho scoperto che all’interno c’era un cuoricino da stirare sui tessuti accompagnato da un bigliettino. È l’impegno di Perlana a favore Delle donne, contro la violenza e la discriminazione di genere. Così ho ripensato a quel nome Perlana e a quella “perla” che spesso è una donna sola da tutelare come il più prezioso dei tesori. Per-la-lana e anche Per-la-donna. In giro potrete notare l’hashtag #perlanaforwomen e leggere tante cose interessanti di un impegno che un po’ mi ha commossa.

Allattare senza paranoie…non si può.

 

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L’immagine ha il solo scopo di illustrare il prodotto. Quasi mai corrisponde a realtà.

Iniziamo con un argomento facile facile: allattamento.

Stai allattando? Ci hai provato? Non ci hai provato? In ogni caso hai sbagliato. Avresti dovuto fare così e così e così.  Si calcola che nel 2018 “come allattare” supererà “come allenare una squadra di calcio” nei discorsi degli italiani. Ormai è diventata una competenza ambosessi, perfino il salumiere si permette di dispensare perle di saggezza dall’alto dei suoi quattro post letti su Facebook. Tutti ne sanno ma nessuno ti dice queste tre o quattro cose che invece tu mamma ingenua dovresti proprio conoscere ancor prima delle tecniche di attacco.

  1. Allattare è faticoso

Specie all’inizio l’allattamento richiede determinazione e spirito di sacrificio e considerato che queste doti vi sono state richieste per evitare alcool, fumo e sushi per nove mesi, potreste non sentirvi pronte. Dovrete tenere sempre il bambino con voi, starete spesso con le tette all’aria e intanto parenti ed amici verranno a trovarvi, non dormirete, proverete il dolore delle ragadi e il disorientamento dell’ignoranza perché QUALSIASI COSA voi stiate facendo tutti vi diranno che il modo è quello sbagliato. Il mio consiglio è di rivolgersi ed affidarsi completamente ad un’ esperta, ostetrica, amica o volontaria Leche League che sia. Non ci sono alternative. SE SCEGLIETE DI NON ALLATTARE NON SIETE DEI MOSTRI.

2. Allattare è comodissimo

Una volta avviato l’allattamento potrai andare ovunque con il bambino senza portarti dietro la casa. Niente temperatura del latte, acqua a basso residuo, risparmio sul latte in polvere (e non è poco), sterilizzatore, tettarella eccetera eccetera eccetera. E’ tutto lì pronto alla giusta temperatura in qualsiasi momento.

3. Allattare provoca dipendenza

Non solo al pupino che, una volta presa la decisione di interrompere, ormai consolidato lo svezzamento, non ne vorrà sapere di ciuccio e biberon. Quelli che prima odiavate e tenevate lontani per non compromettere l’allattamento adesso non rivestono alcuna attrattiva per il pupo. Ma nemmeno i giochi, la natura, le passeggiate, niente regge il confronto. Vostro figlio è un tettista anonimo, prima ne prendete consapevolezza più facile sarà favorire il distacco.

4. Smettere di allattare si può

A volte si deve, per la serenità della mamma che poi è anche quella del bambino. Inutile dare al pupino un dose di veleno mista ad ansie varie. Meglio un bel latte di proseguimento, una abbraccio ed una favola in più.

Se qualcuno sa come fare, in questo caso speciale siete autorizzati a dispensare consigli.

 

Spazio per gente perfetta

Quante volte nella vita ci siamo sentiti dire che non facciamo, pensiamo, vogliamo, siamo abbastanza. Questo spazio nasce con la voglia di offrire rifugio a chi è stufo di sentirsi sotto giudizio. In particolare per le donne e le mamme che tutti si sentono in diritto di giudicare per le proprie scelte o il proprio aspetto. Uno spazio per noi, per capire insieme che tutto si può migliorare ma in fondo, anche così come siamo, siamo OK.