Pannolini e libertà

Portare il pannolino è una gran rottura diciamocelo. Nel primi mesi sembra normale e ci aiuta tantissimo nella gestione dei bambini (pensiamo alle nostre nonne che dovevano lavare tutto al fiume!)ma man mano che crescono si capisce che senza si starebbe meglio. Solo che l’indipendenza da spannolinamento è ancora lontana e quindi ci si accontenta di trovare il modello più comodo o quello meno fastidioso.

E noi lo abbiamo torvato! Abbiamo provato pannolini di ogni tipo e per tutte le tasche per poi scegliere un modello e portarlo avadavnti fino all’altro ieri. Fino a quando non ci sono arrivati i pannolini Huggies Ultra Comfort che abbiamo potuto testare grazie a Kuvut.

Abbiamo sperimentato i pannolini sia di giorno che di notte, considerando che i nostri bimbi bevono spesso e moltissimo latte quindi producono abbastanza. ù

I pannolini Huggies sono unisex quindi vanno benissimo per mascheitti e femminucce e sono caratterizzati dai cosiddetti Canali Attivi che consentono l’effetto Anti Mucchio: la pipi non si concentra tutta dove è stata depositata ma si distribuisce lungo questoi canali attivi così il bambino tollera meglio il bagnato e non si porta dietro il classico fagotto.

Come potete vedere dalla foto il pannolino è veramente diverso dagli altri una volta riempito, si notano bene i canali attivi e il liquido distribuito.

I decori sono molto graziosi con Minnie e Topolino e la vestibilità è molto comoda, più comoda di altri pannolini della stessa taglia.

Stanotte abbiamo testato anche la resistenza durante il sonno e non io ma il mio compagno ha constatato come gli Huggies lascino maggiormente asciutti rispetto ad altri pannolini.dav

Per questo abbiamo promosso i pannolini Huggies a pieni voti. Ho anche regalato ad un’amica un campione di mutandina e presto vi racconterò quali sono state le sue impressioni che mi interessano particolarmente avvicinandomi sempre più al periodo dello spannolinamento e della libertà.

 

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Ci vuole delicatezza

davSono sempre stata una persona super sensibile, troppo sensibile, decisamente troppo.

Facile preda di qualsiasi innocente osservazione che ai miei occhi diventava critica pesante. Diciamo che non ho potuto fare molto nel corso degli anni per superare questo difettuccio. Sono delicata a tutti i lievelli, ho la pelle chiara come la neve (cit.) e molto sensibile. Mi guardi e mi arrosso, mi tocchi e viene fuori un livido, insomma una bambola di porcellana.

Le bambole dovrebbero stare sui comò a non fare nulla e invece a me tocca barcamenarmi nella vita di ogni giorno tra bambini vivaci, lavoro dinamico e faccende di casa.

Sono stgata contenta quindi di essere stata scelta come Ambassador di Nelsen Sensitive, il detersivo per piatti che rispetta la pelle delle mani con principi idratanti derivanti dai due ingredienti delle diverse tipologie in commercio: l’Olio di Argan e il Burro di Karitè.

Tra i due ho voluto tenere per me una confezione di Nelsen al Burro di Karitè perchè è un ingrediente che ho sempre adorato in diversi prodotto che utilizzo.

Il risultato è stato più che positivo perchè, nonostante abbia un pò esagerato con il lavaggio piatti (dovevo pur testare in diverse situazioni) le mie mani si sono seccate meno del solito ed i miei bimbi sono stati contenti di non ricevere le solite carezze alla carta vetrata.

Mi ha colpita la reale efficacia del prodotto anche sullo sporco super unto della bistecchiera. Una vera prova alla Nelsen superata a pieni voti.

Ho condiviso le bottiglie con le mie parenti più strette che ormai ho pienamente coinvolto nel dolce compito del tester e che mi hanno confermato l’effettiva efficacia del prodotto anche nella versione all’Olio di Argan.

Chiunque può iscriversi gratuitamente al dito DonnaD e scoprire un universo al femminile di concorsi, promozioni e prove prodotto oltre che preziosi consigli sugli argomenti che più ci stanno a cuore.

Coccole di cioccolato

IMG_20181111_084929 (1).jpgHo ben due pargoli pestiferi che mi fanno dannare ma che quando c’è da abbracciare e sbaciucchiare non si risparmiano, contendendosi la mamma a colpi di musetti umidicci.

E già questo basterebbe per farmi capire che la vita mi ha regalato tantissimo. Ma i momenti di malinconia esistono e specie quando le giornate diventano più corte e l’aria frizzantina si ha bisogno di un piccolo incoraggiamento, un premio una coccola. E solo qualcosa di dolce può aiutarci. Il mio problema, oltre al senso di colpa per la linea ormai persa, è l’indecisione…cosa mi mangio? Wafer? Snack? Cioccolato?

A risolvere il mio dilemma ci ha pensato Loacker creando la sua linea di tavolette di cioccolato con dentro la cialda del wafer …un autentico sogno, vero?

Ho potuto provare diversi gusti di Loacker Cioccolato (eletto prodotto dell’anno 2018) grazie al sito The Insiders che periodicamente seleziona collaboratori che testino e distribuiscano campioni di prodotti di vario genere. Se volete sperimentare anche voi questo mondo vi consiglio di iscirvervi, è facile e gratuito e potete farlo qui.

Ho provato Loacker Cioccolato nei gusti Dark Creme, Napolitaner e Milk Creme e devo dire che tra questi il mio preferito è il Dark Creme perchè sotto un guscio di cioccolato fondente racchiude una morbida crema al cacao con un cialda di fragrante wafer.

Poi il fondente limita i sensi di colpa, anche se in questo caso si tratta di un autentico momento di goduria!

Il gusto Napolitaner riprende il più celebre dei wafer Loacker: quello alla crema nocciola e infatti sotto un guscio di finissimo cioccolato al latte racchiude una crema gianduia con cialda di wafer e granella di nocciole. Personalmente non preferisco la granella di nocciole ma mi rendo conto che forse è questo il gusto più goloso, per chi ha bisogno di tirarsi su il morale dopo una giornata no. Attenzione: non si riesce ad aprirne una confezione e mangiarne solo un pezzetto, almeno io non ci sono riuscita, l’ho divorato tutto.

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Il gusto Milk Creme con crema al latte sempre accanto alla cialda di wafer e ricoperta di cioccolato al latte è adorato dai bambini e infatti ho dovuto chiedere ai miei collaboratori di cedermene qualcuno per i miei piccoli. In qualche modo devo ricambiare la dolcezza dei loro abbracci.

 

 

Tutto si aggiusterà

Viviamo in una società usa e getta che quando qualcosa si rompe, preferisce comprare un nuovo oggetto piuttosto che riparare il vecchio. Lo facciamo anche coi rapporti umani ma quello è un altro discorso.

 

C’è invece una bella tradizione giapponese che si chiama Kintsugi e significa “riparare con l’oro” e utilizza colate di metallo prezioso per rimettere insieme i cocci rotti. Il messaggio è che l’oggetto riparato può essere come e meglio dell’originale e che la riparazione dà perfino un tocco di preziosità in più.

A questa filosofia si ispira Loctite Kintsuglue, il prodotto che ho potuto testare e distribuire alle persone che conosco grazie al sito DonnaD di cui vi ho già parlato e che spesso dà questa oportunità alle sue utenti.

Kintsuglue è una pasta modellabile come una specie di pongo che però è anche adesiva e dopo circa 24 ore si solidifica mantenendo la forma che gli abbiamo dato.

Per cosa si può usare? Un po’ per tutte le cose che ogni giorno accumuliamo pensando a come ripararle ma non troviamo una soluzione davvero perfetta. Per quello hanno creato Kintsuglue che in effetti è un prodotto che non c’era.

Ad esempio ci si può riparare i cavi sfilacciati rivestendoli e isolandoli di nuovo con un lavoretto bello pulito. Ad oggi è l’utilizzo per il quale ritengo il prodotto eccellente. Ma l’ho sperimentato anche sui miei occhiali che i figli mi avevano rotto e che per mesi hanno perso la lente ogni volta che mi alzavo di notte per il lattuccio , la pipì o il bicchiere d’acqua. Devo dire che da quando li ho riparati la mia vita è cambiata anche se sarebbe stato meglio acquistare la pasta nera. Kintsuglue è infatti disponibile in tre colori bianco, nero e grigio al momento e questo aumenta la sua versatilità.

L’ho anche usato per fermare il porta strofinacci in cucina che ogni volta veniva via insieme al panno rendendo un po’ difficoltose le mie faccende quotidiane. Accidentalmente ho calpestato il passeggino giocattolo e si è rivelato provvidenziale per la riparazione quasi invisibile. Ma si può usare anche per creare ganci, ricostruire pezzi mancanti, isolare (visto che una volta seccato risulta gommoso), riparare le scarpe eccetera.

Qui potete trovare qualche idea in più:

 

I lati negativi per me sono due: 1. la pasta una volta seccata si sporca molto facilmente priprio perchè non rimane perfettamente solida ma gommosa. La stessa pasta è venduta in confezioni da 3 bustine monouso, la quantità della bustina deve essere usata tutta altrimenti si secca anche se viene sigillata con lo scotch. Per questo consiglio di accumulare piccoli lavoretti e farli tutti insieme per ottimizzare i costi che comunque non sono elevatissimi stando sui 4-5 euro.

 

Nel complesso posso esprimere un altro giudizio positivo sui prodotti che fa testare DonnaD, come sempre la parte più divertente è stata quella della consegna, anche perchè nessuno aveva mai sentito parlare del prodotto ma da tutti è stato accolto con entusiasmo. La fatina dei campioni colpisce ancora.

Settembre: andiamo, è tempo di migliorare.

Oh no, un altro post sulle buone intenzioni dell’autunno?

Sbagliato! Questo è un post sulle cose che non ci piacciono e che vorremmo eliminare. Una di queste è l’amica invidiosa, quella sempre perfettina che si vanta di questo e quello. Nell’impossibilità di eliminarla del tutto possiamo divertirci a farla rosicare migliorando noi stessi.

Quindi giù con dieta, esercizio, capello perfetto. Già, i capelli, croce settembrina, specie per una come me che viene da capelli fini-allattamento-indebolimento-figlio che te li strappa. Immaginate cosa mi sia rimasto in testa?IMG_20180913_091551.jpg

Sempre qualcosa in più del mio compagno che un pò per stress e un po’ per dna sta vendendo scomparire giorno per giorno la sua folta capigliatura mossa. Tra un pò la vedrà solo sulla testa del secondogenito che sembra averne ereditato i riccoli.

Per questo ci è sembrato un regalo speciale la possibilità offerta da Vichy di testare l’innovativo trattamento Aminexil Intensive 5, trattamento anticaduta multi azione in comode boccette da distribuire e frizionare quotidianamente sul cuoio capelluto.

Il test ha coperto ben 42 giorni dandoci la possibilità di osservare i risultati nel breve e nel lungo periodo.

Che dire? Funziona se le vostre aspettative sono realistiche. Per chi immagina un’improbabile ricrescita miracolosa consiglio un ciclo con acqua di Lourdes, per capirci.IMG_20180610_114201.jpg

I risultati ci sono in termini di rinforzo dei capelli che ancora sono sulla testa. Sul cuscino se ne trovano meno e sotto la doccia non si intasa lo scarico. L’impressione è che i capelli siano più folti forse proprio per il fatto che appaiono più sani.

La scatola è strabella e me ne sono innamorata da buona mante del packaging 😉 E’ molto elegante e bella da mostrare in qualsiasi ambiente, le boccette sono belle e comodissime da applicare grazie ad un beccuccio che si conserva, si sciacqua e si utilizza per ogni applicazione. A me questa piccola attenzione all’ambiente ha fatto piacere.

Il costo non è più elevato rispetto agli altri trattamenti anticaduta trovati in farmacia, anzi facendo un giro mi sono accorta che su questa cosa dei capelli c’è chi specula un po’ come alcuni parrucchieri che vendono a più di 100 euro trattamenti di qualità media che non hanno le garanzie di una ditta seria e conosciuta come la Vichy. Poi per me se lo compro in farmacia è meglio, perchè non si tratta di estetica ma anche di salute, qualcuno con una laurea forse può consigliare meglio.

Questi trattamenti non esistono solo per uomini naturalmente ma anche per chi come me ha allattato e non ha più un capello che resti nella sua posizione senza piastra. Ho pensato inoltre che saranno utilissimi per contrastare la normale caduta autunnale. In pratica quest’anno non possiamo mettere più la scusa del periodo in cui cadono le foglie. Facciamolo sapere a tutti tranne che all’amica invidiosa che anche quest’anno lasceremo al divertente sport della pulizia delle spazzole.

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Ad inizio e a fine trattamento. A me sembrano più densi e a voi?

 

Do you believe in life after baby? Esiste una vita dopo la gravidanza? Parliamone.

downloadQuello di madre non è un mestiere. E’ un ruolo che non può essere dismesso neppure un istante. E nemmeno te ne accorgi. Un attimo prima sei sul divano a rimpinzarti e piangere coi telefilms, un attimo dopo sono le tre del mattino e tu hai già cercato su google quattro volte le parole “pupù liquida”.

Il resto del mondo invece se ne accorge eccome. Te lo dice, te lo fa notare che prima conosceva una personcina relativamente estroversa, a cui piaceva parlare un po’ di tutto, sempre pronta a due pettegolezzi davanti a un caffè, che ogni tanto indossava stiletti mozzafiato e si lamentava di essere sempre a dieta.

Ecco, dopo la gravidanza sei uguale uguale, stiletti mozzafiato a parte per evidenti rischi del mestiere.

Chi asserisce il contrario forse aveva di te un’immagine distorta.

Adesso è chiaro che ognuna di noi ha la sua personalità e confesso che nella mia neppure prima del Pitulino trovava spazio la discoteca fino alle cinque di mattina, almeno non dopo i 30 anni. Se rimani in discoteca fino alle 5 del mattino e hai più di trent’anni per me dovresti interrogarti ma qui si parla delle psicosi da mamma, per le altre rimandiamo a post e tempi opportuni.

Poi certo ci sono quelle donne eccezionali che prima si lanciavano nei canyon con la tuta alare e adesso al massimo lavano tutine sporche di rigurgito. Ma non è detto che una cosa escluda l’altra, almeno non per sempre.

Certo se hai a casa una piccola vita che dipende in tutto da te ci ripensi ad allacciare la cintura, a mantenere piena lucidità, a non riportare a casa un raffreddore. In un certo senso riesci ad avere più cura di te stessa in funzione del benessere del cucciolo. Quando poi i figli sono più di uno e magari hai anche un lavoro diventa più difficile incastrare le cose tra loro e il rischio è di accantonare sempre i nostri bisogni personali o quelli del nostro compagno, intendo come uomo e donna e non mi riferisco solo al sesso.

Ma attenzione: SI PUO’ GUARIRE. Anzi si guarisce.

<Le vedo queste fantastiche cinquantenni coi figli adolescenti che si riappropriano della vita, che vanno a teatro o anche solo a farsi una birra con le amiche. Il mio progetto è di arrivarci prima per 40. Mi sto imponendo di curarmi un po’ di più, di metterci un po’ di tempo per vestirmi e non solo coprirmi, di ritagliarmi qualche minuto per scrivere sul blog o gironzolare tra i social. E FUNZIONA. Perchè quando una donna intuisce di non essere solo una madre è probabile che accada il miracolo per cui diventi un’ottima madre.

Ti chiamo per nome

IMG_20180531_194722.jpgQuesta mattina ascoltavo la radio durante il tragitto in macchina. Una signora confessava candidamente di aver dimenticato una volta il nome della figlia. E dire che di nomi ne aveva due quindi le possibilità erano raddoppiate. Gli speaker la prendevano un po’ in giro come se avesse fatto una cosa rara e difficile. Però io riflettevo che in fondo in questo mondo stressante e frenetico, dove accade molto peggio per i bug del cervello, una cosa simile non è così assurda.

Il mio cervello è andato in pappa da un po’. Fatico a ricordare tutto tra figlio 1, figlio2, compagno, lavoro e se avanza tempo qualche amica e i pochi interessi non fagocitati dalla famiglia.

Così spesso per ricordare le cose e organizzarmi al meglio ricorro ad ogni tipo di sistema tradizionale o curioso. Non potete immaginare la gioia quando attraverso il sito DimmiCosa Cerchi cono stata selezionata per testare le etichette per vestiti Ludilabel.

Per chi non lo sapesse o non avesse bambini in età scolare la Ludilabel produce ogni sorta di etichetta termica e adesiva con il nome del bambino.

In particolare ho potuto ordinare le Ludisticks, adesivi speciali che aderiscono alle etichette dei vestiti e possono essere anche lavate in lavatrice, non scoloriscono e non si staccano anche se non sono state attaccate col ferro da stiro.

Si può scegliere tra un infinito di personalizzazioni tra colori ed illustrazioni, ci sono inoltre le sezioni dedicate ai personaggi più amati Disney, Pixar e Marvel. Noi siamo nel periodo Spider-Man e non potevamo scegliere nient’altro.

IMG_20180601_172533.jpgLe etichette sono arrivate in pochissimi giorni in un comodo carnet con uno sticker che ci aiuta ulteriormente a ricordare modello e tipologia in caso di riordino. I colori sono brillanti e le scritte chiare anche se nelle foto le ho pixelate per occultare nome e cognome di mio figlio.  I costi non sono elevati e sul sito ci sono tantissimi pacchetti e soluzioni per qualsiasi esigenza, anche una sezione dedicata alle etichette”senior” per gli anziani in casa di riposo.

In omaggio con il mio ordine è arrivata una graziosa calamita con una bellissima citazione di Stendhal: “Da adesso voglio collezionare solo momenti di felicità”. La grafica è davvero graziosa e la frase la prendo come un prezioso invito del destino.

Ho subito approfittato delle etichette per identificare tutti gli indumenti che mio figlio porterà con se la centro estivo dove farà anche un corso di nuoto: cappellino, costume, pantaloncini. Così forse quest’anno evito di ricomprarne trecento o di trovare nello zaino tutta roba non mia.

Per me sono queste le cose che semplificano la vita. Ci pensavo anche stamattina mentre ascoltavo la radio. Di certo con i Ludisticks la signora di cui sopra non avrebbe potuto dimenticare il nome della figlia 😉

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Riprodursi è un diritto?

Ogni volta che passo del tempo con i parenti mi rendo conto del perchè passo raramente del tempo coi parenti. Gli amici bene o male li scegli, più o meno sono sulla tua lunghezza d’onda. I parenti li vedi raramente, te ne infischi di come sopravvivano fino a quel fatidico pranzo che ti costringe a trascorrerci del tempo. Non tutti ovviamente, ci sono quelli che ti fa davvero piacere rivedere ma oggi parlerò di quelli che per i tre quarti del tempo fingi di ascoltare. Fino alla perla di turno che tanto sai che non possono risparmiarsi. Si parlerà di argomenti neutri e loro riusciranno a dire cose che ti faranno andare il pasto di traverso. Puoi scommetterci.

Stavolta l’argomento sono le sessantenni che fanno bambini, sulla scia della famosa cantante che anni fa decise di procreare superata la soglia dei 60.

Argomento di non stringente attualità ma deve aver segnato profondamente alcune portatrici insane di utero tanto da conferire loro il diritto di continuare a discettare per un lustro sull’ingiustizia commessa. Intendiamoci, per me i figli vanno fatti da giovani soprattutto per la mancanza di energia che si ha per affrontare certe situazioni passata la primavera dell’età.

Tuttavia facevo notare che non so può considerare un atto di egoismo un gesto che dona la vita a qualcuno. Certo quel bambino forse a 20 anni sarà orfano, forse a 30, forse no. Ma altrimenti non sarebbe nato. Senza considerare che spesso chi appartiene allo show biz non cresce in prima persona i propri figli, quindi preoccupiamoci dell’età della tata.

Poi devo dire la verità, detesto le donne che si sentono bene solo se condannano e criticano l’operato delle proprie simili. Non facciamo un favore alla specie e Darwin se la ride. A me apparite solo ridicole. Poi se il discorso continua e tu cinquantenne non sposata e senza figli ci metti dentro anche un paio di pregiudizi nord-sud e due riferimenti fascisti io non posso fare altro che ringraziare che non ti sia riprodotta e che non abbia la possibilità di crescere piccoli uomini con quella mentalità ottusa.

In fin dei conti ha ragione: il diritto alla riproduzione non può essere garantito a tutti.

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immagine presa dal sito http://www.mammeoggi.it

 

Dimagrire con dolcezza.

Dopo aver dato una bella sistemata alla casa l’attenzione è caduta su di me.

Ho rinviato troppe volte, i chili da perdere erano 6 dopo sono diventati dieci e in un baleno mi sono ritrovata bocciata alla prova costume! Ok, anche quest’anno punterò sulla simpatia. Ma se non dovesse bastare sto provando a correre ai ripari riprendendo in mano un regime dimagrante bilanciato e fatto su misura per me tempo fa da una nutrizionista.

Che volete che vi dica? Patatine no, nutella no, cioccolato neanche a pensarci, prosecco poco e qui credo di aver esaurito le mie principali ragioni di vita dopo famiglia e figli.

Ogni mattina sveglia all’alba e fin qui nessuna novità ma invece di stirare e sistemare giochi dei bambini mi sparo un’ora di camminata veloce sul tapis roulant così tanto per iniziare con lo stomaco sottosopra. Avete notato anche voi che i programmi radiofonici alle cinque di mattina fanno schifo? Tutto ti vien vogl

ia tranne che di correre con sottofondo musicale di Julio Iglesias ma va bene.

Quando smetti d’un tratto di ingurgitare ogni ben di Dio ti capiti a tiro (questa la mia alimentazione nell’ultimo anno) riesci a concentrarti su piccoli piaceri. Un biscotto ad esempio diventa un sogno mostruosamente proibito ed anche il più semplice ti appare come una leccornia.

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Quasi quasi ci intingo il biscottino ^_^

Fortuna che non tutti i piaceri si mangiano. Per consolarmi bevo caffè decaffeinato e per distogliere l’attenzione cerco di prendermi cura di me: smalto, doccia e crema corpo.

Se poi la crema corpo è favolosa come Action Body di Mediterranea Cosmetics il gioco è fatto. Ve l’ho già detto lo so ma ho avuto la fortuna di testarla grazie a Mamma Che Club e non ne posso più fare a meno. Profumo di rosa, colore rosa, consistenza soffice e che si assorbe subito. Lascia la pelle setosa e idratata.

L’unica cosa è che non ha il potere di farmi dimagrire ma sapete com’è…la speranza nei miracoli è l’ultima a morire.

Vado a gustarmi la mia insalata. .

Metodo Konmari: ordine negli armadi e nella vita.

imagesSe prima eravamo in dieci maglioni a stare nel cassetto sparsi, adesso siamo in venti maglioni a stare nel cassetto ordinati. La bella stagione ha contaminato anche la rete e sui gruppi facebook e tra i blog  è tutto un fiorire di belle idee e buone intenzioni per le grandi pulizie.

Non so il vostro ma il mio rapporto con le pulizie è di doveroso distacco: so che devo farle per la sopravvivenza ma non ci stiamo proprio simpatiche.

Ogni anno mi ripropongo di organizzarmi, scarico app, prendo appunti e dopo cinque giorni mi ritrovo con le montagne di panni accumulati e il pavimento che assomiglia ad un campo di patate.

Poi ho scoperto il metodo Konmari dall’autrice del celebre libro Il magico Potere del riordino che ho letto ma che su di me non ha sortito lo sperato miracolo.

Due cose però mi sono rimaste impresse: 1. Il decluttering e 2. La leggerezza.

Se le faccende di casa vengono affrontate senza l’ansia della perfezione tutto sembra diverso e quasi fattibile, anche per una cialtrona come me.

Uno dei punti cardine del riordino è un metodo giapponese per piegare i vestiti, si chiama Konmari e qui sotto potrete vedere alcune immagini di come possa trasformare i vostri cassetti e un video dimostrativo.

Una volta imparato il metodo non riuscirete più a farne a meno Piegare e sistemare diventerà la vostra piccola fissa, vi sorprenderete a piegare di tutto anche perchè guadagnare spazio in casa senza buttare nulla fa molta gola.

Se invece come me non resistete alla voglia di buttare via il superfluo e con esso i pensieri negativi potete sempre abbracciare la filosofia del decluttering.  In pratica ci si libera del superfluo, per un armadio ed una casa più semplici, più funzionali, con ciò che davvero ci piace, senza zavorre inutili.images (1)

Dunque per questo mese di giugno mi pongo un obiettivo reale: fare ordine. Nell’armadio, nella casa e nella vita, per dare spazio a ciò che davvero più conta per me, inizierò disfandomi delle tante bomboniere oscene accumulate negli anni.

E voi di cosa vorreste liberarvi?